INTERVISTA A CHIARA BULLO: Da instagram alla Fashion Photography, tutti i retroscena di questa M.U.A. alternativa - A cura di Michela Zitoli

CHIARA BULLO IN BREVE

Estrosa ed eclettica, non ama la convenzionalità, ma cerca di dare spazio alla sua vena artistica in modo deciso e d’impatto.
Lavora da 8 anni nel campo della moda, muovendosi sia in territorio nazionale che internazionale, ma da sempre è attratta da ogni forma d’espressione artistica, quali cinema, teatro e moda.
Laureata presso la facoltà di Tecniche Artistiche e dello Spettacolo a Venezia, subito dopo ha deciso di specializzarsi nell'arte del makeup e dopo aver conseguito a pieni voti il corso per Make-Up Artist i suoi studi sono proseguiti a New York e a Milano, apprendendo nuove tecniche che hanno ampliato il suo bagaglio culturale.

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• La persona dietro la truccatrice: cosa ti piace?
Spesso e volentieri ci soffermiamo alla prima occhiata veloce, alla prima impressione, ed altrettanto spesso infatti la mia immagine può risultare fuorviante. Posso sembrare una spaccona, tutta vestita di nero e di borchie (cosa che adoro), ma fondamentalmente sono una persona molto pacifica, sensibile e che ama ascoltare il prossimo.
Mi ritengo una persona estremamente affascinata dalla bontà d’animo, in un mondo dove forse a fatica riusciamo a trovare qualcosa di positivo. Mi impegno nel vedere al di là delle cose e adoro farmi ispirare da ciò che mi circonda, analizzando ogni dettaglio.
La normalità mi ha sempre annoiato, più che altro perché ho sempre sentito la necessità di volere di più, di diversificarmi ed esprimermi in modo differente. Il non convenzionale, l’estremo, il diverso mi affascina. Cerco la bellezza in ogni forma e colore, da un estremo all’altro, perché c’è molto di più di ciò che vediamo. Ovviamente questo si ripercuote anche nella sfera lavorativa, nel mio modo di truccare e di relazionarmi con chi ho di fronte.

• Raccontaci un ricordo molto bello e uno molto brutto nella tua carriera:
Belli o brutti, i ricordi che si legano al mio lavoro sono entrambi di fondamentale importanza. Non vorrei quindi fossilizzarmi su un singolo accadimento, quanto su degli aspetti che ho ritenuto positivi o negativi, che hanno contribuito alla mia crescita personale. Nel mio percorso ho incontrato persone che mi hanno screditato, incusso timore o sostenuto che non avrei avuto successo. Ho avuto pressioni, ho dovuto confrontarmi con atteggiamenti spiacevoli, con parole dette alle spalle che mi hanno ferita enormemente ma che mi hanno dato la forza di tirarmi su le maniche per dimostrare quanto la mia determinazione potesse prevaricare sulle loro parole. Ho deciso quindi di estromettere tutti coloro che, con la loro negatività, cercavano di mettermi i bastoni tra le ruote, dimostrando che se si desidera fortemente qualcosa si può ottenerla. Io non voglio essere vittima delle insicurezze altrui e non desidero comportarmi a loro modo, li ringrazio quindi per avermi mostrato l’esempio che non voglio seguire. D’altro canto questo lavoro mi ha permesso di conoscere persone meravigliose, che mi hanno dato molto a livello lavorativo e personale. Ho stretto nuove amicizie, ho visitato nuovi luoghi, mi sono messa alla prova uscendone vincitrice. Questo lavoro per me non è solo lavoro, è il mio mondo, il mio essere, il mio comunicare al mondo intero. Quando mi viene detto che questa cosa traspare io ne sono felice, mi riempie il cuore di gioia. Mi rendo perfettamente conto che non stiamo salvando vite, ma spero nel mio piccolo di poter trasmettere questo mio amore al prossimo risultando un esempio positivo e costruttivo.

• Oggi i social danno voce a chiunque abbia qualcosa da dire. Partendo da YouTube e finendo ad Instagram abbiamo visto nascere dei veri e propri influencer che hanno spinto ai 
massimi livelli l’interesse dei follower verso il mondo del make up. D’altro canto, c’è forse un abuso di improvvisazione di questa professione da parte di chi non ha mai nemmeno frequentato un’accademia professionale, ma al tempo stesso sono emersi dei veri e propri talenti che sono riusciti a crearsi un business. Cosa ne pensi? Che tipo di contributo – positivo o negativo – apportano a questo settore?
Sono fermamente convinta che i Social, se ben utilizzati, possano essere fonte di spunto e di nuove conoscenze, nonché di grande aiuto a tutti gli artisti nell’ombra che meritano di farsi conoscere. Abbiamo la possibilità di poter sfruttare un mezzo così forte e potente da dare la possibilità a chiunque di emergere, sono quindi favorevole all’uso dei Social se può servire ad una crescita lavorativa e personale. Oramai il web imperversa di video, tutorial, review di ogni tipo, ma è necessario fare una distinzione da chi ha le competenze per essere un truccatore e chi invece lo fa per pura passione o in modo amatoriale. Io credo che la libertà di parola sia fondamentale, è chi sta dietro lo schermo che deve scindere questi due mondi, capire la differenza che sta alla base di queste due categorie.  Sinceramente tutta questa sovrabbondanza di informazioni facilmente reperibili non è mai stata lesiva per il mio lavoro, perché sono consapevole delle mie conoscenze e delle mie capacità, ed amo lavorare con chi sa riconoscere le mie qualità. Riflettendoci è impossibile poter fermare un meccanismo così grande ed avviato, bisogna solo conviverci e fare sempre del proprio meglio, distinguendosi dalla massa e comunicare qualcosa di nuovo ed interessante.

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• Qual è il tuo social preferito per farti marketing e perché?
Indubbiamente Instagram. Mi spiace dirlo, perché con Facebook ho sempre lavorato molto bene ma ultimamente sembra che per mostrare il proprio operato sia obbligatoria una controparte in denaro per raggiungere la propria fetta di pubblico. Se non lo fai rimani nell’ombra sostanzialmente, a prescindere dalla qualità del lavoro.  Instagram invece lavora in modo diverso, è più equo e meritocratico. Ovviamente anche qui la propria dose di fortuna è necessaria, ma se si propone al pubblico un’immagine qualitativamente idonea agli standard avrà successo. Continuo a mantenere entrambi ovviamente, magari con più frequenza il secondo, ma cerco di equilibrarli anche in base alla mi esigenze, a chi/cosa voglio comunicare.

• Come realizzi le tue immagini? Ti avvali della professionalità di un fotografo e di un videomaker oppure ti sei ricreata un set da sola? Fai post produzione e foto ritocco? Se si, in che modo?
Sono circa 8 anni che lavoro a stretto contatto con molti fotografi, quindi la maggior parte degli scatti su modella sono stati creati in team. Ovviamente sto parlando di LAVORO, quindi tutte quelle immagini che si collegano direttamente alla mia professione e con cui mi guadagno da vivere.
Poi c’è l’altro aspetto di questa mi grande passione, ovvero le foto ed i makeup che realizzo su me stessa e posto nei social. Li passiamo invece ad un’altra dinamica, ovvero sono io stessa a creare, fotografare e post produrre tutte le mie immagini, avvalendomi di una strumentazione e programmi professionali. Dando sempre la precedenza al mio lavoro quotidiano da truccatrice, cerco nel mio tempo libero di dedicarmi alla sperimentazione, alla formazione e alla ricerca. C’è davvero un molto lavoro dietro, ma è estremamente interessante per la crescita personale. Cerco di creare immagini che non rasentino la finzione, altrimenti ne andrebbe del mio lavoro e non sarei più credibile. Sono infatti favorevole alla post produzione, ma sempre con gusto e dedita ad abbellire l’immagine senza storpiarla. Trovo sciocco additare per partito preso l’uso di programmi professionali per la post produzione, anche perché a volte sono le luci stesse, l’obiettivo o le condizioni di scatto che “rovinano” la nostra foto. Il nostro compito è quello di riportarle alla loro forma di originale, rendendole piacevoli all’occhio.

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• Quanto influisce la post produzione e il foto ritocco quanto a impatto sui follower per tutte le foto che girano oggi su instagram (tue e non)?
Il bello attrae, anche se risulta palesemente finto e ritoccato, ma sul web non importa più, si rincorre la perfezione estetica nella sua forma più alta ed innaturale.  Ma non è necessario dover per forza adeguarsi e seguire questi stereotipi, anzi, sono dell’idea che anche nell’imperfezione ci sia una bellezza smisurata e che può esser apprezzata. Il segreto sta nell’equilibrare il tutto, sempre avendo di fondo delle capacità tecniche, della creatività e del buon gusto. Perché, parliamoci chiaro, le cose si sanno o non si sanno fare, non possiamo mentire a noi stessi. Apprezzo molto di più un creativo che ha pochi follower ma che mi comunica qualcosa, che un profilo con dei lavori senz’anima. E’ una questione molto personale, ma da truccatrice non giudico e non voglio essere giudicata dal numero dei miei followers.

• Quanto ha cambiato Instagram la visione del make up oggi? L’idea di “trasparenze” del no make up make up francese ed italiano, basato sull’ideologia che il make up non debba vedersi, oggi si scontra con look iper costruiti fondati su contouring, ciglia finte e cut crease da oltreoceano. Cosa ne pensi? 
Grazie per questa domanda, pane per i miei denti. Dunque il mondo è in continua evoluzione, così come le mode ed il gusto estetico. Anche il campo del make up ne subisce le influenze e dobbiamo essere pronti a confrontarci con realtà che magari non avevamo preso in considerazione.
Io amo TUTTO il make up, dal più commerciale al più concettuale, dal nude look all’artifizio più elaborato. Trovo che ogni sfaccettatura di questo mondo sia interessante e di fondamentale importanza. Non mi sentirei una truccatrice completa se snobbassi un certo tipo di stile, criticandolo e sminuendolo perché diverso dalle mie preferenze personali. A volte leggo dei post che mi ricordano molto un detto, “quando la volpe non arriva all’uva dice che è acerba. Io preferisco lasciarmi guidare dalla curiosità e carpire i segreti dietro ogni stile e tipologia di make up. Vi stupireste nel vedere quante cose si possono imparare da ciò che reputiamo troppo costruito o troppo semplice. C’è arte e bravura in ogni dove, basta solo saperla cercare, individuare e non lasciarsi confondere dalle apparenze.

• Parliamo di attitudini e make up creativo. C’è una corrente di pensiero che afferma che il trucco creativo non deve rispettare alcuna regola, ma deve essere espressione della propria creatività “in quanto arte”. Altri professionisti, invece, sostengono che il trucco creativo e artistico debba sempre rispettare determinate regole, soprattutto morfologiche. Tu cosa ne pensi?
Il make-up creativo o concettuale è uno di quegli step più difficili da digerire e metabolizzare. c’è chi per natura è avvantaggiato, vedendo dove altri non vedono. Chi invece ha bisogno di studio e dedizione per raggiungere un certo tipo di livello e bravura. L’arte è una questione molto soggettiva ma, ne sono pienamente convinta, non è possibile creare un make up creativo “a casaccio”, spalmando due colori in faccia in modo astratto, perché il risultato finale sarà pacchiano e carnevalesco. E’ necessario un equilibrio ed un buon gusto che sono davvero difficili da interpretare, sopratutto senza copiare. Il dono di avere una sensibilità, una visione oltre al volto che si sta truccando, avviene solo dopo svariati blocchi creativi ed evoluzione del modo di pensare. Non è semplice da spiegare a mio avviso, non sono regole scritte, è una cosa di pancia che senti dentro. Deve venire naturale senza sforzo, forse solo dopo anni e anni di esperienza si riesce ad acquisire una massima sensibilità in questo campo.

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La domanda che viene posta più spesso nella nostra community riguarda la saturazione dei colori, mettendo tante volte in gioco i look delle truccatrici russe e dell’est europa. Svelaci il tuo segreto per far si che il colore “spacchi” l’obbiettivo:
Amo i colori tanto quanto amo vestirmi di nero, adoro le vibrazioni che rilasciano e spero che poter comunicare qualcosa anche al pubblico che mi segue. E’ la mia manualità, cerco di applicare il colore in modo ponderato, molto preciso e con piccoli movimenti. Sono estremamente invasata dalla precisone, a volte quasi perdo in quello che sto facendo, come se stessi lavorando con una lente d’ingrandimento.
Mi piace sperimentare moltissimo nuovi colori e nuove texture, in base a quelle creo i miei accostamenti, li mixo e li sfumo accuratamente, anche perdendoci ore ed ore. A volte è solo l’abbinamento di due texture o due colori che porta ad un risultato finale vibrante e solido. Il mio consiglio è proprio quello di studiare le formulazione dei prodotti, combinandoli insieme e creando qualcosa di unico. Usare sempre le stesse cose, fossilizzarsi, ci blocca. Essere frettolosi ci limita. Credo sia questo il segreto, pazienza, conoscenza e tecnica.

Quali sono le qualità che a tuo avviso un make up artist deve possedere per avere successo? Quali tecniche deve saper assolutamente padroneggiare quando crea un’immagine?
Se ti dicessi che le qualità che deve avere una truccatrice sono competenza, professionalità e creatività sarei estremamente banale e scontata. C’è dell’altro oltre a queste basi. Dopo anni di ragionamenti sono arrivata alla conclusione che una buona mua deve essere innanzitutto umile. L’umiltà sta alla base di tutto, è la chiave della propria crescita personale. Pensare di essere arrivati, di voler prevaricare sul prossimo crea solo negatività intorno a noi e ci blocca. Dobbiamo promuoverci con un atteggiamento positivo verso i colleghi, verso chi sarà il nostro cliente o il nostro team. Essere propositivi, disponibili e buoni d’animo mi ha da sempre aiutato a lavorare nel migliore dei modi, ad espandere la mia rete di conoscenze e di clienti. Ovviamente non si tratta di fingere, ma di seguire un filosofia che a me, personalmente, ha cambiato radicalmente il modo di vivere il mio lavoro. Io ho deciso che voglio essere quel tipo di persona e di truccatrice, perché mi fa stare bene e rende migliore il mio lavoro.
Anche quando si parla di tecniche tendo ad essere abbastanza aperta. Dato che ogni individuo è unico nel suo genere, non vedo perché dovremmo generalizzare ed imporre un’unica tecnica come valida ed assoluta. Quando tengo un corso, ciò che mostro è semplicemente il mio modo di lavorare, che ho cambiato e raffinato negli anni. Sarà compito dell’allieva assimilare il tutto e farlo “suo”, creandosi uno stile personale. Non vi sono, a mio avviso, tecniche fondamentali per fare bene le cose, quanto amore, precisione ed attenzione in ciò che si sta creando.

• Quali consigli daresti a un neofita per riuscire a costruirsi un proprio giro e delle collaborazioni professionali produttive?
Il primo consiglio è quello di porsi questa domanda “sono disposta a fare dei sacrifici?”, perché se non ami davvero quello che fai finirai che stancarti molto presto. Non è un gioco, non è un passatempo, se si vuole lavorare seriamente con il make up ci si deve mettere nell’ordine di idee che delle rinunce dovranno essere fatte. Non voglio spaventare nessuno, ma già così si fa una scrematura che può salvaguardare il nostro lavoro da chi si svende o lavora senza arte ne parte. Dopodiché, appurato questo primo passo, consiglio di iniziare a farsi “conoscere” sfruttando tutti i canali che abbiano a disposizione. Bisogna darsi da fare, quindi dare il via a tutta una
serie di collaborazioni (gratuite inizialmente) con fotografi e modelle per iniziare a comporre il nostro portfolio. Consiglio eventualmente anche di investire qualche soldo per poter fare degli scatti con alcuni fotografi, che magari piacciono molto ma non sono disposti ai free test. Con un portfolio alla mano si ha credibilità, sarà possibile proporsi ai clienti con più serietà e professionalità.  Se lavorate bene il vostro nome inizierà a girare in automatico, anche con le spose. Il passaparola è virale e può portarvi in alto come in basso, è necessario giocare bene le proprie carte.

• Parliamo di portfolio: cosa deve contenere un portfolio perché sia di impatto e possa essere preso in considerazione? 
Un portfolio deve contenere le immagini di cui abbiamo più orgoglio, la nostra massima espressione. Consiglio immagini di alta qualità ovviamente, dove sia possibile vedere nel dettaglio il make up. Quindi vanno benissimo close up, beauty, ma anche editoriali e campagne. La varietà non fa mai male, ma che siano sempre tutte immagini di buona resa, nessuna da cellulare, da social o di clienti privati.  Non è necessario avere tantissime foto, meglio poche ma ben selezionate, si percepisce subito se la persona in questione ha del talento ed è in grado di poter lavorare.

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• Cosa porti sempre con te in valigia?
- Un fondotinta: tra i miei preferiti sicuramente il Luminous Silk di Giorgio Armani
- Un correttore: Secret Camouflage di Laura Mercier
- Una cipria: Translucent Loose Setting Powder di Laura Mercier o Shu Uemura Face Powder
- Un blush: Ambient Lightning Blush in Radiant Magenta, di Hourglass
- Una matita occhi: 24/7 Glide-on eye pencil in Deep end, di Urban Decay
- Un ombretto: New Heaven di Nabla
- Un eyeliner: Cambio spesso, la mia nuova fissa è l’Epica Ink Liner di Nyx
- Un mascara: Tra i miei preferiti Better than sex di Too Faced
- Una matita labbra: Black Dahlia di OCC [Obsessive Compulsive Cosmetics, ndR]
- Un rossetto: Midimauve di Mac
- Una crema idratante: Studio Moisture Fix di Mac
- Un tonico: Lozione tonica di Eisenberg
- Un prodotto struccante: Acqua Micellare Bioderma

• L’Italia è il paese tra i maggiori produttori di cosmesi e make up, ma anche tra gli ultimi ad utilizzare queste tipologie di prodotti. Dagli USA invece oggi possiamo trovare aziende – ABH, ColourPOP – che stanno ridisegnando i desideri di tutte le make up addicted. Quali sono i tuoi brand preferiti in generale? Preferisci marchi glamour o aziende professionali?
Come dicevo prima amo la sperimentazione e, se non sono le aziende stesse a mandarmi i prodotti, cerco sempre di tenermi aggiornata acquistando spesso all’estero. Il glamour ed il professionale ora tendono a fondersi insieme, so perfettamente chi produce i marchi d’oltre oceano e sono le stesse multinazionali che seguono altrettante aziende italiane. Abbiamo la possibilità di affidarci a brand sempre più raggiungibili, senza però rinunciare alla qualità. Io personalmente seleziono i miei prodotti preferiti non in base al marchio ma alla texture e pigmentazione degli stessi. Ho dei brand con cui lavoro bene ma magari non amo tutta la linea in modo incondizionato, oppure mi fanno impazzire alcuni colori ed altri no. Dare dei nomi diventa riduttivo, preferisco indicare il prodotto in sé se lo ritengo estremamente valido.

• Cosa vuoi fare “da grande”? Parlaci dei tuoi progetti per il futuro.
Il mio futuro ancora non me lo immagino, cioè se ripenso ad 8 anni fa MAI mi sarei immaginata di ritrovarmi dove sono ora, quindi lascio che le cose facciano il corso e che il destino che è stato scritto per me si compia senza obiettare. Certo che qualche desiderio nel cassetto c’è, come l’idea di creare un brand tutto mio, oppure di fondare una scuola di make up o creare un team allargato con il quale andare ad operare in Italia e all’estero. Ma sono congetture, pensieri, non ho ancora chiaro il tutto, sicuramente quando sarà il momento lo capirò. Intanto continuo a dare sempre il meglio, a studiare, imparare e farmi ispirare da ciò che mi circonda, il resto verrà da sé!

CHIARA BULLO MAKE UP ARTIST

Tutte le immagini sono di proprietà di Chiara Bullo e dei rispettivi autori delle stesse.

Sito web: www.chiarabullomakeup.com
Pagina facebook: www.facebook.com/chiarabullomakeup/
Instagram: www.instagram.com/chiarabullo_makeup/



INTERVISTA A CHIARA BULLO: Da instagram alla Fashion Photography, tutti i retroscena di questa M.U.A. alternativa - A cura di Michela Zitoli INTERVISTA A CHIARA BULLO: Da instagram alla Fashion Photography, tutti i retroscena di questa M.U.A. alternativa - A cura di Michela Zitoli Reviewed by Michela Zitoli MUA on 00:46 Rating: 5

3 commenti:

  1. Grazie mille Chiara dei consigli e della condivisione di sani principi!!!
    Grazie Michela per la bella intervista! ;)

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  2. Grazie mille di tutti i consigli, splendida intervista!

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