INTERVISTA A MONIA IOVINO: Fare make up a 360°, tutti i consigli di una Master Make Up Artist poliedrica e iper creativa.


Definirla "poliedrica", fidatevi, è un eufemismo.
Per capire Monia Iovino l'unica cosa che potete fare è vederla all'opera nelle sue numerose esibizioni perchè - detto in maniera molto schietta e personale - quello che io ho visto realizzare da Monia dal vivo ha dell'incredibile quanto a tecnica, precisione e resa: da rimanerci a bocca aperta e mascella sul pavimento, se sei il tipo che si emoziona quando vede quella certa manualità che quasi sembra una magia. 

Soprattutto - e sono certa che chi ha avuto l'onore di averla come docente può confermarlo - le più grandi qualità di Monia Iovino sono la disponibilità, la grande carica positiva e determinazione che è capace di infondere e, non in ultimo, la grande umiltà di questa M.U.A. che passa "semplicemente"  dal correttivo al fashion editorial, con in mezzo solo un po' di tecniche aerografiche, effetti speciali e make up prostetico, make up pittorico e creativo, trucco teatrale e tutto, ma davvero tutto, quello che può venirvi in mente.  - A cura di Michela Zitoli


MONIA IOVINO IN BREVE

Make Up Artist da oltre 20 anni, Monia Iovino ha nel suo curriculum pubblicazioni nazionali ed internazionali. Al lavoro freelance si aggiunge l'attitudine e l'amore profondo per la docenza, dando vita a MiMua International Make Up Academy di Lecce.

Live Exhibition - Cosmoprof 2017
  • La persona dietro la truccatrice: cosa ti piace?
Non amo molto parlare di me per carattere, ma cercherò di farlo.
Sono una donna forte, caparbia e vivace, molto positiva, creativa, sono curiosa, amo osservare persone e confrontarmi, studiare i popoli e l’arte. Amo viaggiare per sentirmi piccola e incredibilmente ricca, amo le persone concrete, amo le sfide con me stessa, amo tutto ciò che è vero e adoro i gatti.
Ho “tantissimo” tempo libero, se pensi che nel tempo libero faccio quello che amo: truccare.
I miei allievi dicono sempre che quando trucco “i miei occhi sorridono”!


• Raccontaci un ricordo molto bello e uno molto brutto nella tua carriera di make up artist:
Ho imparato a gestire la memoria e dei ricordi conservo solo quelli belli.
Di ricordi brutti questo lavoro ne ha pochi e quei pochi sono esperienze da custodire per crescere. Di molto bello ricordo quasi fino a riviverla l’emozione della mia prima giornata da assistente di un’insegnante: da lei ho imparato solo quello che non avrei mai dovuto fare con i miei allievi! Fu comunque una giornata memorabile, ero felice, il cuore batteva forte, volevo trasferire quello che sapevo fare e ricordo perfettamente l’entusiasmo che avevo - non posso dimenticarlo – e quell’entusiasmo lo conservo tuttora!




• I make up glamour e femminili dei tuoi lavori editoriali incarnano il perfetto connubio tra la visione del make up moderno, sofisticato e costruito e la delicatezza propria di una proposta di femminilità tutta italiana. Come nasce il concept di un tuo lavoro?
I miei lavori editoriali sono il risultato di un gran lavoro di squadra. Collaboro con un grande Team di professionisti: un grandissimo fotografo di moda Mauro Lorenzo, una super stylist Carol Cordella ed una fantastica model coach Marta Spedicato.
Gli editoriali sono frutto di numerose riunioni, di scambi di idee prima di arrivare alla realizzazione.
Inizia tutto con un’idea di base, dal mood che l’editoriale dovrà seguire, da qui il progetto del make-up che viene elaborato attraverso studio, ricerca, attraverso la scelta dei materiali da utilizzare in considerazione del fatto che il make-up sarà fotografato, la realizzazione di un moodboard , l’adeguamento del make up alla modella, Il progetto per un make-up destinato ad un editoriale è fondamentale per ottenere un’immagine di grande impatto visivo.



• Parliamo di morfologia: quanto è importante costruire il trucco sull’anatomia di un volto? Sei dell’idea che il make up debba possedere un’impronta più artistica e libera dalle regole oppure che le regole morfologiche debbano essere sempre rispettate?
Nel trucco d’abbellimento femminile – per poter valorizzare, appunto – è fondamentale costruire il trucco sull’anatomia e la morfologia di un volto. In tantissimi altri lavori le regole possono essere messe da parte.
Quando si trucca bisogna sempre prestare molta attenzione a chi si deve truccare e per quale motivo. Il make up è più personale di un vestito e ognuno deve avere il suo, sempre adatto alla circostanza.
Un trucco da cerimonia e un trucco sposa possono richiedere la realizzazione di un make-up correttivo, al contrario un trucco destinato ad un editoriale ad una campagna pubblicitaria non sempre necessita di correttivo, anzi, il più delle volte la modella la si sceglie per le sue caratteristiche morfologiche, anche dissonanti, ma che devono essere enfatizzate e guai a correggerle!
Amo l’impronta artistica: ben venga l’arte quando la si può esprimere, ma le regole, quando vengono richiesti make-up correttivi, sono imprescindibili.

• Chi ti conosce sa che sei una grande tecnica del prodotto. Quanto sono importanti le conoscenze tecniche nella scelta e nell’utilizzo dei prodotti? E’ una competenza che deriva dalla sperimentazione oppure ci sono studi più specifici dietro?
Sia lo studio, sia la sperimentazione sono fondamentali.
Dermatologia, chimica, microbiologia, igiene e solo questo non è sufficiente, occorre anche sperimentare, “giocare” con quello che si ha a disposizione, correre il rischio di sbagliare o scoprire nuove combinazioni di prodotti.
Un tempo le make-up bag non erano quelle che abbiamo a disposizione oggi e la specificità di molti prodotti non esisteva, se pensi ad esempio ai prodotti da contouring, ma altro non sono che fondi o polveri sotto falso nome. Spesso nasceva la necessità di trovare valide alternative ai prodotti mancanti.
Provare ad ottenere un prodotto nato dal mix di altri tre perché nella mia bag mancava?
L’ho fatto spesso e continuo a farlo!




• Parlaci della tua visione del make up. Quanto deve essere naturale e quanto deve essere moda e/o fuori dagli schemi classici? 
Adeguatezza prima di tutto: un Make- Up deve essere studiato per ogni soggetto. Può essere naturale per le più belle, può essere moda per le ventenni, può essere fuori dagli schemi classici per chi ama osare e può permettersi di farlo, diventa “meno è e meglio è” col passare degli anni.

• Sei una professionista completa come ce ne sono poche, che riesce a padroneggiare tecniche di trucco in tutte le sue forme, dal correttivo e camouflage su pelli problematiche, passando al teatrale, aerografo, body painting e agli effetti speciali, finendo a splendidi risultati con il fotografico moda. Quali sono secondo te le tecniche che ogni make up artist dovrebbe apprendere per ottenere risultati migliori?
Non ho strani segreti da svelare.
Lo studio, l’impegno, il sacrificio e la costanza danno sempre degli ottimi risultati.
L’esercizio costante per poter ottenere una certa velocità d’esecuzione ed il perfezionamento delle tecniche. Importantissime le basi che devono essere solide e nelle basi inserirei sicuramente il correttivo morfologico, studiato e sperimentato, senza di esso poco può esistere.
Un buon Make-Up artist dovrebbe avere una conoscenza a 360° per poi specializzarsi in quello che più ama e far convergere tutto in quel settore.



• Parlaci dell’utilizzo di prodotti per effetti speciali nella realizzazione di beauty editoriali creativi. Cosa utilizzi e per ottenere quale risultato?
Ce ne sono diversi: dallo spirit gum di kryolan per attaccare tessuti sul corpo, pietre, orecchini pesanti, eccetera, al lattice per far aderire i glitter, al gelafix skin sempre di kryolan che ho utilizzato anche per la realizzazione delle lacrime nel make- up su Miss Sri Lanka.



• Quali sono le qualità fondamentali professionali e personali che deve avere un make up artist per avere successo?
Oltre al saper fare, tra le qualità fondamentali inserisco la cultura che non deve assolutamente essere solo di settore, essere capaci di relazionarsi con gli altri, saper ascoltare, l’essere tenaci. Essere solo dei bravi make up artist non basta.
Ai miei allievi dico sempre se la porta non si apre, noi l’apriamo con i calci.
La “carriera” e la propria identità professionale vanno costruite con lungimiranza, costanza, determinazione, attitudine, carisma.
Quella “porta” si costruisce, realmente, tassello dopo tassello per poter poi passarci attraverso.

•  Quanto è importante curare i dettagli e costruire un total look per ottenere un’immagine potente? Qual è il difetto che noti più spesso in lavori fotografici dei make up artist neofiti?
Curare i dettagli è importantissimo, ogni piccolo elemento che compare nell’immagine dev’essere studiato a tavolino e non può essere trascurato o lasciato al caso. Tra i difetti dei neofiti nei lavori fotografici che sicuramente ritrovo spesso ci sono le sopracciglia o corrette con il colore sbagliato o eccessivamente corrette, oppure corrette quando il caso non lo richiede. Applicazioni eccessive di illuminanti e sempre più spesso vedo occhi allungati e “sollevati” senza criterio con palpebre svolazzanti.

• Cosa porti sempre con te in valigia?
Un fondotinta: Dermacolor *
Un correttore: Dermacolor Kryolan e Make Up Blend *
Una cipria: Translucent Powder *
Un blush: Professional Blusher set *
Un ombretto: Deep Black *
Un eyeliner: HD Cream Liner Ebony *
Un mascara: Helena Rubistein Lash Queen Feline Black
Una matita labbra: Dermatografica 902 903 910  *
Un rossetto: Tutti i Lip Stain *
Una crema idratante: Hydralia di Ame Cosmetics
Un prodotto struccante: Soft Clean di Ame Cosmetics

* Tutti i prodotti sono Kryolan Professional Make Up



• In tanti tuoi lavori, l’eyeliner fa da padrone ed è puntualmente vicino alla perfezione. Svelaci come applicare questo prodotto, quale prodotto consigli di utilizzare, quale pennello e quali accorgimenti adottare per una stesura perfetta:
Utilizzo l’HD cream Liner, spesso con pennello della linea Torey, Round Brush n. 4301 o 4303.
In genere parto realizzando la coda, utilizzando il pennello di punta, per poi passare all’angolo interno, sempre di punta, esercitando solo una leggerissima pressione. Per l’angolo interno, invece, stendo il prodotto con la pancia del pennello alzandomi un po’ verso la coda e per eventuali errori utilizzo il Make Up Blend, sempre Kryolan.



• Quali consigli puoi dare ai make up artist che vogliono realizzare la propria carriera nel mondo della moda?
Il primo consiglio che sento di dover dare è partecipare ad un corso di formazione estremamente qualificante per conoscere ed apprendere il settore moda e le sue dinamiche. Il secondo è studiare la moda, “sbranare” riviste con costanza per costruire una memoria visiva, conoscere le tendenze per essere sempre al passo con la moda che è velocissima, imparare ad osservare tutto può arricchire e diventa utile per affinare estro e creatività. Cercare di copiare solo mentre si studia ma dopo aver acquisito le competenze tecniche unire il proprio estro per realizzare qualcosa di unico. Interagire con stylist e fotografi, entrare in contatto con chiunque sia coinvolto nella moda.
Ultimo consiglio: non smettere mai di migliorarsi, non smettere di sperimentare e osare sempre!

• Dove potremo incontrarti dal vivo?
Pubblicherò presto sul sito e sui social le date delle esibizioni live al Cosmoprof 2018.
Sarò lieta di potervi incontrare e scambiare quattro chiacchiere con voi!


CREDITS

Tutte le immagini sono di proprietà di Monia Iovino e dei rispettivi autori delle stesse.



MONIA IOVINO MAKE UP ARTIST

INTERVISTA A MONIA IOVINO: Fare make up a 360°, tutti i consigli di una Master Make Up Artist poliedrica e iper creativa. INTERVISTA A MONIA IOVINO: Fare make up a 360°, tutti i consigli di una Master Make Up Artist poliedrica e iper creativa. Reviewed by Michela Zitoli MUA on 01:29 Rating: 5

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