Come diventare Make Up Artist nel 2026 - Formazione, corsi e partita IVA

Come diventare Make Up Artist nel 2026 - Formazione, corsi e partita IVA




Se sogni di trasformare la tua passione per il make up in un lavoro vero, probabilmente ti stai facendo moltissime domande:

 
  • serve davvero un’accademia?
  • esiste un’abilitazione ufficiale?
  • quanti mesi servono per formarsi?
  • si può lavorare senza partita IVA?
  • quali corsi scegliere?
  • il make up artist è riconosciuto legalmente?

Online troverai opinioni contrastanti, marketing aggressivo e tante informazioni confuse.

In questa guida trovi una panoramica reale e aggiornata su cosa significa diventare make up artist nel 2026: dalla formazione alle proposte di legge, fino alle competenze davvero richieste dal mercato. - di Michela Zitoli


Diventare ufficialmente make up artist nel 2026: il livello giuridico


Ad oggi la professione di truccatore non è ufficialmente riconosciuta.

Ad oggi non esistono nè abilitazioni, nè qualifiche.

Il truccatore professionista non è riconosciuto neanche nella legge 1/1990 dell’Estetica: quella legge norma la figura dell’estetista e non quella del make up artist professionista. A livello giuridico, la sola menzione di “trucco” negli argomenti di studio o nei servizi che l’estetista può fare non equivale a normare la figura del truccatore, che è tutt’altro lavoro, pittorico, artistico e di caratterizzazione visiva.

In questo momento esistono 2 proposte di legge sul riconoscimento del truccatore professionista:

 
  • il ddl1619 dell’Onorevole Ancorotti
  • la pdl 2917 dell’Onorevole Pavanelli

Entrambe, però, sono proposte di cui non c’è alcuna certezza che possano concretamente trasformarsi in una legge effettiva.

Ma parliamone meglio.

 
  • Il DDL1619 vuole includere il truccatore nell’estetica come ibrido “truccatore e tecnico ciglia e sopracciglia”. Nel momento in cui questo articolo viene scritto, questo ddl prevederebbe: 600 ore di formazione solo in scuole accreditate dalla regione, esame di abilitazione per servizi semipermanenti, obbligo di scia e di sede fisica, registro regionale, limiti sull’itineranza.

  • La PDL2917 vuole riconoscere il truccatore come professione pittorico artistica, creare un ateco univoco, senza ulteriori oneri o obblighi, nè a carico dei professionisti, nè a carico dello stato. Nessun obbligo sulla formazione, con libertà di studiare direttamente da professionisti con consolidata esperienza nel settore.

Su entrambe, ad oggi, non c’è alcuna certezza che possano diventare legge e normare effettivamente la figura professionale del truccatore.

Potrebbero verificarsi questi scenari:

 
  • non passa nessuna delle due e non cambia nulla

  • (Se) Passa il DDL1619: tutto sarà definito dalla conferenza stato regioni, che avverrà solo successivamente. Essendo un inquadramento ibrido che abbina al trucco anche trattamenti semipermanenti, dovranno essere definiti nel dettaglio sia il monte di ore minimo (non è detto che siano 600 ore), sia gli argomenti di studio (per rischio lieve del trucco e rischio medio-alto dei trattamenti ciglia e sopracciglia). Verrà dettagliato e specificato il percorso di formazione, determinando le ore per singolo argomento, quali saranno gli specifici argomenti di studio, eccetera. Ti conviene studiare in una accademia già accreditata? NI. Perchè che l’ente sia accreditato purtroppo non ti garantisce che il percorso che scegli oggi sia riconosciuto anche domani: tutto sarà definito solo nella conferenza stato regioni.

  • (Se) passa il PDL2917: rimarrebbe esattamente tutto com’è, con il vantaggio del riconoscimento ufficiale e di un ateco univoco.


Attualmente la problematica che affligge tutti i make up artist professionisti è proprio questa: non importa dove studi, finirai comunque per avere una partita iva generica nei servizi alla persona.

Poco male: quello del make up artist è un lavoro che risponde esclusivamente alle esigenze di mercato. O sai truccare e lavori o non sai lavorare e non lavori.

Sulla base attuale di:

 
  • lavoro autonomo, non riconosciuto, con partita iva generica
  • competenze come fondamento differenziante

Abbiamo stilato una lista delle 5 cose che davvero devi valutare prima di decidere in quale Accademia potrai fare formazione.


I. Esperienza reale

E’ importantissimo che l’allievo faccia reale esperienza sul campo.

Valuta non solo l’inclusione di stage, ma anche se durante il corso ti eserciterai solo sugli altri allievi e colleghi o su persone esterne. L’esercitazione solo sui colleghi limita la crescita di manualità, capacità di analisi, capacità di problem solving e la sicurezza con cui affronterai poi il mondo del lavoro.


II. Docenti

Non è la scuola che fa la differenza, ma chi insegna. Sono i docenti singoli che danno valore a qualsiasi percorso accademico. Non solo per “curriculum”, ma per capacità individuali, empatiche e professionali specifiche, relative a saper (e voler) trasmettere la propria arte ed esperienza agli allievi.


III. Prodotti

L’approccio al prodotto è fondamentale. Non si tratta solo di capire “come applicare un fondotinta”, ma di cosmetologia, tecniche di prodotto, interattività cosmetiche e utilizzi trasversali.

Anche la tipologia di prodotto e l’assortimento fanno la differenza: quali prodotti utilizzerai durante le lezioni?

Esistono categorie professionali con prodotti tecnici e categorie di larga distribuzione, come quelli da profumeria.

Senza soffermarci sulla performance di prodotto e sui limiti di formula in base al target (che riassumo dicendoti che il prodotto professionale nasce per garantire la performance ai professionisti, mentre quello da profumeria per essere utilizzato anche da chi non sa truccarsi), la prima domanda è: quale assortimento avrai a disposizione?

 
  • solo profumeria?
  • prodotti professionali?
  • solo un brand?
  • brand diversi?

Il mondo cosmetico è un universo di possibilità: più ne sono, meglio è. Più sono tecnici, meglio è. Ritrovarsi con un mono brand può significare che non stai imparando a truccare, ma che stai imparando ad applicare solo i prodotti di quella azienda.


IV. Preparazione tecnica

Nel 2026 meglio puntare a formazione iper tecnica e specialistica.

La preparazione deve includere:

 
  • pelle e cosmetologia (per riconoscere tipi di pelle e conoscere chimicamente i prodotti, saper fare consulenza e stratificazione del make up che duri fino a rimozione)
  • business e content creating (per sapere davvero come muoverti dopo)
  • esigenze dell’ambito tecnico (studiare settore per settore come rispondere a quelle specifiche esigenze, non solo con tecniche make up, ma imparando tutto sullo standing, il procacciamento e il problem solving)
  • consulenza di immagine (sia in ambito beauty, sia in ambito character designing; clienti e committenti oggi desiderano professionisti esperti a 360°)
  • acconciatura (indispensabile su set e backstage)
  • leggi di settore e norme igienico sanitarie




V. Come valutare davvero

Non basarti sulle foto istituzionali dell’Accademia: che un docente sappia truccare, dallo per scontato.

Non guardare foto post prodotte: sai bene che con il retouching tutto è possibile.

Guarda foto e video senza filtri, soprattutto degli allievi della scuola. Parla con loro e fai tutte le domande che ti vengono in mente in fase di colloquio.


Ma tu cosa vuoi fare?

Non è una domanda a cui puoi rispondere prima di saper fare.
Il consiglio è frequentare corsi che diano una overview di tutto il settore per avere capacità trasversali e tutte le possibilità di lavoro possibili.
Non dimenticare che questo è un lavoro in cui dovrai creare da solo/a il tuo giro, quindi più cose sai fare e meglio è.


Puoi fare solo formazione per settori specifici?


Certo, ma fallo con la consapevolezza che stai agendo al rovescio.
Mi spiego meglio: può sicuramente capitare che un Make Up Artist abbia l’ambizione di lavorare in uno specifico settore.
La realtà però funziona in un modo diverso: lavori esclusivamente in un ambito solo quando diventi un’istituzione in quel settore, quindi quando hai anni di esperienza e una capacità di problem solving per quelle esigenze specifiche decisamente molto elevata, sei conosciuto e tutti vogliono solo te.
All’inizio, potrebbe significare avere competenze e possibilità di lavoro molto limitate.


Posso diventare make up artist online?

Nella formazione un allievo/a deve essere corretto anche nella posizione della mano, in come impugna il pennello, nella pressione che esercita, in quanto prodotto preleva.
Questo, online, purtroppo non accade.
Impossibile diventare bravi facendo formazione in modo passivo.
Meglio puntare alle lezioni online solo quando hai già una base di trucco correttivo molto forte, magari per apprendere competenze nuove o confrontarti con manualità diverse.


Quanto dura un corso di formazione professionale?

La durata varia in base ai moduli.
Ci sono corsi più brevi e modulari e percorsi professionali più lunghi e completi.
La media nazionale per acquisire veramente una buona manualità è di 50-100 ore per corsi brevi di partenza e dalle 200 alle 800 ore per percorsi più specialistici, modulari o completi.


E’ facile diventare Make Up Artist?

Quello del make up artist è un lavoro molto trasversale, che unisce competenze professionali, competenze di analisi, velocità, problem solving, conoscenza delle esigenze di settore, morfocromia, versatilità del senso estetico, manualità per garantire un risultato di un livello molto alto, sempre e comunque.
Chi parte da zero si ritrova nella situazione di dover imparare a creare con le mani un risultato di un certo tipo, superando sè stesso/a ad ogni lezione, con molta passione e moltissima determinazione.
Non possiamo dire che il percorso sia semplice, perchè ti trasforma da chi sei ora nel professionista che desideri diventare.
Realizzare un sogno non è mai facile. Ma dona soddisfazioni uniche.


Cosa succede alla fine del corso?

Succede che devi aprire partita iva e iniziare a fare procacciamento.
Quello del truccatore è un lavoro che non ti regala nessuno.
Non devi spaventarti: se hai fatto un corso business saprai come gestire e lanciare il tuo lavoro in modo ottimale.
Puoi aprire partita iva con i seguenti codici ateco:

 
  • 96.09.09 — Altre attività di servizi per la persona nca
  • 74.90.99 — Altre attività professionali nca
  • 90.02.09 — Altre attività di supporto alle rappresentazioni artistiche
  • 90.39.09 — Altre attività di supporto alle arti performative e rappresentazioni artistiche n.c.a.
  • 96.99.94 — Servizi di consulenza di immagine

In cui si inquadrano tutti i professionisti freelance.


E se dovesse passare poi il DDL1619 oppure il PDL2917?

  • Se dovesse passare il 1619 si andrà comunque a sostenere un esame di abilitazione. Probabilmente, dopo la conferenza stato regioni e la redazione dei percorsi e delle materie di studio ufficiali che includono anche trattamenti ciglia e sopracciglia, si potrebbe dover sostenere un corso di adeguamento con le caratteristiche imposte, appunto, dopo la conferenza stato regioni.

Solo la conferenza stato regioni può stabilire tutto e ogni regione potrebbe optare per regolamentarsi in modo differente dalle altre.

Non sappiamo se chi ha già frequentato percorsi e non avrà partita iva dovrà rifrequentare il corso completo.

  • Se dovesse passare il 2917 dovrai solo variare il tuo codice ATECO in quello univoco per Make Up Artist.



Ho paura di aprire partita iva

È comprensibile, ma si tratta di un requisito legale e fiscale fondamentale per lavorare come professionista.
La promozione continuativa di servizi richiede una corretta regolarizzazione fiscale per evitare sanzioni importanti e contestazioni legate al lavoro nero.
Avere partita iva (e avere un piano per far funzionare il tuo business, esattamente come per qualsiasi altro business) fa anche, però, una differenza enorme in come clienti e committenti guardano chi sei: un vero/a professionista.
Non avere partita iva, purtroppo, non solo significa non potersi legalmente e ufficialmente promuovere (azzerando le possibilità reali di lavoro!) per non rischiare di essere perseguito, ma anche entrare potenzialmente in situazioni in cui il tuo lavoro è estremamente svalutato.
Nelle collaborazioni professionali audiovisive non verresti neanche preso in considerazione.
La partita iva è ciò che fa la differenza tra chi si improvvisa e chi è davvero un professionista (anche solo per definizione letterale).


In conclusione

Quello del make up artist è un lavoro che risponde unicamente alle esigenze di mercato.

Dai valore reale a quanto l’accademia che stai valutando non faccia solo “tecnica”, ma trasformi il tuo percorso formativo da appassionato a professionista reale.

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