Make Up Artist e DDL 1619: impatti, costi e rischi della riforma Ancorotti

Make Up Artist e DDL 1619: impatti, costi e rischi della riforma Ancorotti


Regolare un settore è spesso necessario. Farlo senza distinguere le sue specificità può diventare un errore. È su questo equilibrio che si gioca il dibattito sul DDL 1619, promosso dal senatore di Fratelli d’Italia Renato Ancorotti, che punta a riordinare il comparto dell’estetica ma che, includendo anche i Make Up Artist, rischia di intervenire su una professione profondamente diversa.

Il provvedimento è ancora in fase di esame parlamentare e potrà essere modificato. Ma già oggi rappresenta uno snodo cruciale per il futuro del settore beauty in Italia.


Cos’è il DDL 1619 e cosa prevede

Il DDL 1619 Ancorotti introduce una regolamentazione più strutturata per le professioni del beauty, includendo anche il trucco professionale. Alla stesura odierna, rendicontiamo:

  • Corso obbligatorio di almeno 600 ore
  • Esame di abilitazione professionale
  • Iscrizione all’albo artigiani
  • Apertura di una sede fisica a norma
  • SCIA e obblighi contributivi

L’obiettivo dichiarato è quello di aumentare qualità, sicurezza e trasparenza nel settore. Tuttavia, il nodo centrale riguarda l’applicazione di queste regole a una professione che nasce e si sviluppa con caratteristiche diverse rispetto all’estetica tradizionale.


Un settore strutturato e diffuso

Il mercato dei Make Up Artist in Italia è tutt’altro che marginale. Secondo le stime del "Dossier di Impatto sul Settore" della Federazione Nazionale Make Up Artist:

  • Tra 51.000 e 75.000 professionisti attivi
  • Oltre 500 milioni di euro di valore diretto annuo

Il settore si sviluppa tra retail, moda, wedding, spettacolo e comunicazione, con un modello basato su mobilità, flessibilità e lavoro su progetto, elementi che lo distinguono dalle attività estetiche tradizionali.


Una normativa pensata per altri modelli

Il punto critico non è la regolamentazione in sé, ma la sua impostazione.

Non si costruisce una normativa per il Make Up Artist, ma si applica al Make Up Artist una normativa pensata per altre professioni, come quella dell’onicotecnica.

Questo genera una frizione evidente tra la struttura normativa e la realtà operativa del lavoro.


Rischio reale e principio di proporzionalità

Alla base di qualsiasi regolamentazione dovrebbe esserci il profilo di rischio reale.

Secondo il risk assessment della Federazione Nazionale Make Up Artist, il trucco professionale presenta un rischio lieve, già gestito dalla normativa europea sui cosmetici (Reg. CE 1223/2009).

I prodotti utilizzati sono:

  • Già regolamentati e testati
  • Applicati in modo superficiale e non invasivo
  • Completamente reversibili

Il rischio è limitato principalmente a eventuali reazioni allergiche individuali.

Al contrario, nelle attività estetiche e onicotecniche:

  • Si utilizzano strumentazioni e sostanze attive
  • Si interviene in modo modificativo sulla cute
  • Il rischio è medio e strutturale

Ne deriva la necessità di protocolli igienico-sanitari complessi e ambienti controllati.

Il Make Up Artist opera invece in un contesto diverso:

  • Professione creativa
  • Natura pittorica e artistica
  • Basata su interpretazione e adattamento

Per definizione:

  • Non è standardizzabile
  • Non segue protocolli rigidi replicabili
  • Non è compatibile con metodiche uniformi

Anche sotto il profilo igienico-sanitario, richiede procedure più semplici rispetto a quelle di estetiste e onicotecniche.

Il punto è quindi la proporzionalità:

è corretto applicare lo stesso impianto normativo a professioni con rischio e natura così diversi?

Il rischio è introdurre una sproporzione normativa tra tutela del consumatore e oneri per il professionista.


I costi e l’accesso alla professione

L’impatto economico stimato è significativo:

  • Fino a 25.400 € per accedere alla professione
  • Fino a 12.500 € per i professionisti già attivi
  • Fino a 486 milioni di euro complessivi

A fronte di un reddito medio di circa 2.000 € lordi al mese, questi valori rappresentano una soglia d’ingresso elevata.

Quando il costo supera un anno di reddito, la regolazione diventa una barriera.


La contraddizione della sede fisica

Il Make Up Artist lavora prevalentemente in trasferta: eventi, set, domicili.

L’obbligo di una sede introduce un costo fisso in un modello che non lo prevede.

  • Costi stimati: 3.360 € al mese
  • Reddito medio: circa 2.000 €

Il risultato è uno squilibrio strutturale prima ancora che economico.


Un settore di micro imprese

Il comparto è composto principalmente da:

  • Liberi professionisti
  • Ditte individuali
  • Micro imprese

Un sistema basato su:

  • Redditi variabili
  • Bassi costi fissi
  • Elevata flessibilità

L’introduzione di obblighi strutturali può risultare difficilmente sostenibile per questo modello.

Norme pensate per imprese strutturate rischiano di non adattarsi a un’economia diffusa e autonoma.


Il rischio di aumento del lavoro nero

Quando i costi di accesso e permanenza diventano troppo elevati, una parte degli operatori non abbandona il mercato, ma lo aggira.

Il rischio concreto è quello di aumentare esponenzialmente il lavoro nero anziché ridurlo.

Un effetto opposto rispetto agli obiettivi dichiarati della norma.



Il confronto europeo

In Europa, il Make Up Artist è generalmente una professione libera:

  • Nessun obbligo di sede
  • Nessun esame obbligatorio
  • Nessun albo artigiani

L’Italia si collocherebbe quindi su un modello più restrittivo.


Chi è Renato Ancorotti

Renato Ancorotti è senatore di Fratelli d’Italia e imprenditore nel settore cosmetico, fondatore di Ancorotti Cosmetics ed ex presidente di Cosmetica Italia.




Il DDL 1619 pone una questione reale: come regolamentare un settore in evoluzione.

Ma regolamentare non significa uniformare.

Quando professioni diverse vengono trattate allo stesso modo, il rischio è creare inefficienze, barriere e distorsioni.

Il Make Up Artist non è un’eccezione da correggere, ma una realtà da comprendere.



Fonti:

DDL1619 https://www.senato.it/leggi-e-documenti/disegni-di-legge/scheda-ddl?did=59463 

Federazione Nazionale Make Up Artist: www.federazionemakeupartist.it

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